Animali Domestici nella Casa in Affitto – Le 3 Domande più Frequenti + 2 Consigli

Cani, gatti, pesci rossi, criceti e animali domestici di ogni genere e specie nella casa in affitto.

Che guaio.

Da un lato fieri possessori di un amico peloso alla disperata ricerca di appartamenti pet-friendly, dall’altra proprietari che – per convinzione o per esperienze non proprio “edificanti” – non vogliono sentir ragioni: o la casa o il cane.

Oggi, con questo breve post, voglio fare chiarezza su una questione spinosissima, fonte di discordia, grandi litigate e cause legali: 3 domande e 2 preziosi consigli per meglio comprendere chi ha ragione in questa eterna disputa.

Buona lettura!

1) Il locatore può vietare il possesso di animali domestici?

La risposta è, inderogabilmente, sì.

E’ però importante comprendere il meccanismo attraverso il quale questo “divieto” deve essere posto in essere.

Innanzitutto – per correttezza e per evitare spiacevoli incomprensioni – la volontà del locatore deve essere palesata immediatamente, nel momento in cui avviene il primo contatto con il potenziale conduttore: se quest’ultimo è possessore di un animale da compagnia, deciderà in coscienza se lasciare Fido alle cure altrui o se, alla luce del pensiero espresso dal locatore, cercare casa altrove.

Se però locatore e conduttore pattuiscono nel contratto che “non è consentito in alcun modo detenere nell’alloggio animali da compagnia”, così dovrà essere per l’intero periodo locativo.

Attenzione: se una bella mattina il conduttore decidesse di traslocare nella casa un animale da compagnia ci troveremmo di fronte ad un vero proprio inadempimento contrattuale, con tutte le magagne che questo comporta.

Di fatti, la clausola contrattuale che vieta la detenzione di animali da compagnia non può essere in alcun modo considerata vessatoria: trattandosi, per l’appunto, di un “contratto”, si suppone che il pezzo di carta contenga un accordo tra le parti che, per definizione, vessatorio non può essere.

Diverso è il caso in cui il locatore cambiasse idea strada facendo senza un giustificato motivo: se nel contratto non è indicato nulla in contrario, l’animale da compagnia sarà tacitamente “accettato” e potrà permanere nell’abitazione tutto il tempo che il conduttore vorrà… salvo che non arrechi disturbo ai vicini né danni all’abitazione.

2) …e il condominio?

Il condominio, dal canto suo, non può più porre alcun divieto: l’articolo 16 della Legge 220/2012 va ad integrare l’articolo 1138 del Codice Civile con la disposizione lapidea: “Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.

La nuova norma va a incidere sui regolamenti esistenti di natura contrattuale e assembleare, facendo cadere tutte le limitazioni o divieti al possesso di animali domestici.

Come conseguenza diretta ed immediatamente tangibile, la nuova legge di fatto autorizza i possessori di amici a quattro zampe all’uso delle parti condominiali comuni.

Ovviamente, sono sanzionabili le condotte che provocano il deterioramento, la distruzione, o che deturpano o imbrattano cose mobili o immobili altrui: è quindi importante educare l’animale ad avere una condotta rispettosa degli spazi comuni e seguire nei rapporti con i condomini le regole della civile convivenza.

3) Perché le agenzie immobiliari vietano di tenere animali?

Ecco il grande inganno, un punto sul quale mi preme dirimere ogni questione: non è MAI l’agenzia immobiliare a vietare la detenzione di cani e gatti.

Molto banalmente, quando un’agenzia immobiliare riceve un incarico di mediazione per locazione, il proprietario detta le regole del gioco alle quali l’agenzia si deve attenere nel momento in cui propone l’immobile.

Così come il proprietario comunica l’importo del canone, il deposito cauzionale e tutto il complesso di condizioni inerenti alla locazione, così deciderà se nell’immobile di sua proprietà sarà consentito o meno il possesso di animali da compagnia.

Sulla base delle direttive ricevute dal proprietario, l’agenzia immobiliare promuove l’immobile e comunica a ciascun cliente interessato le condizioni, che quest’ultimo è libero di accettare o meno.

Considera che la detenzione di animali domestici è solo uno dei mille “divieti particolari” che il locatore può imporre, ma spesso e volentieri mi trovo a far fronte a situazioni ben più spinose: niente bambini, niente fumatori, niente uomini(!!!), niente coppie non sposate (giuro, è tutto vero) e chi più ne ha… più ne metta.

4) Due preziosi consigli

Come accennavo poco sopra, se sei alla ricerca di un abitazione in affitto, la prima cosa da fare è assicurarti che il proprietario dell’immobile sia pet-friendly.

Giocare a carte scoperte ed evitare mezze verità (o mezze bugie) è il modo migliore per instaurare con il locatore un sereno rapporto duraturo, per il principio universale per cui “patti chiari, amicizia lunga”.

Se poi la voglia di un amico a quattro zampe ti venisse nel corso della locazione, prima di procedere ad adozioni incaute parlane al proprietario e sincerati che, se l’immobile si trovasse all’interno di un condominio, non vi sia nessuno particolarmente ostile a Fido o Felix né che vi siano situazioni particolari da gestire (animali liberi esuberanti, anziani particolarmente suscettibili o bambini molesti).

Un’altro importantissimo consiglio è assicurarsi che l’abitazione sia “a prova di animale domestico”: se l’appartamento è arredato con uno splendido divano in pelle, prendi precauzioni prima che il tuo micio ci si faccia le unghie sopra. E se il tuo cane quando è solo ha il vizio di grattare la porta di ingresso, mangiucchiare i mobili o scavare buche in giardino, ricordati che la casa dovrà essere riconsegnata “nello stato in cui si trova” al momento della sottoscrizione del contratto e… agisci di conseguenza.

Come al solito, con un po’ di sale in zucca ed un minimo di raziocinio, è possibile risolvere qualunque problema.

Buon affitto!

Author Info

Riccardo Passarella

Agente immobiliare con l'affitto nel sangue ed il Novara Calcio nel cuore. Operativo su tutto il territorio di Novara ed i paesi limitrofi.