Affitto: il Mancato Pagamento di una Sola Rata Può Costare lo Sfratto all’Inquilino

Che il mancato pagamento di una sola rata del canone sia, di per sé, un fatto grave, è un principio chiaro ed inequivocabile, spesso espresso esplicitamente negli stessi contratti di affitto.

La novità è che la gravità di questo fatto è insindacabile dal giudice, in quanto pre-determinata – solo nel caso della locazione di immobili ad uso abitativo – dall’art. 5 della Legge n. 392 del 1978.

A precisarlo è il Tribunale di Genova, che con la sentenza n. 355 del 3 Febbraio 2017 sancisce in via definitiva che decorsi 20 giorni dal mancato pagamento della rata il contratto si risolve ai sensi dell’art. 1455 del Codice Civile.

Tale disposto – come sottolinea la Cassazione con sentenza n. 23257 del 2010 – fissa un criterio di predeterminazione legale della gravità dell’inadempimento che non consente al giudice “di svolgere altri accertamenti su questo presupposto dell’inadempimento”.

In sostanza, a fronte del mancato pagamento di una sola rata del canone, la valutazione della gravità dell’inadempimento non spetta più alla sensibilità del giudice, ma viene pre-determinata dalla Legge.

Attenzione: questo principio si applica solo nel caso in cui l’inquilino sospenda del tutto il pagamento del canone.

Nei contratti “tradizionali”, di fatti, è possibile l’adempimento dell’obbligazione successivamente alla domanda di risoluzione: può accadere infatti che il pagamento tardivo – benché effettuato nel corso di una causa – sia ritenuto dal giudice un semplice e non grave ritardo.

Ove invece si tratti di un inadempimento protratto, sarà ritenuto “grave” anche se il pagamento dovesse arrivare nel corso del procedimento giudiziario.

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Riccardo Passarella

Agente immobiliare con l'affitto nel sangue ed il Novara Calcio nel cuore. Operativo su tutto il territorio di Novara ed i paesi limitrofi.